Trattamento patologie vitroretiniche

oftalmogici torino

Si definiscono malattie vitreoretiniche, le patologie che interessano la camera posteriore dell’occhio, al di dietro del cristallino. La retina, pellicola nervosa della macchina fotografica oculare è come un tessuto spesso circa mezzo millimetro e riveste come una tappezzeria la superficie oculare interna. La retina centrale o la macula interessa un’area di circa 5 mm ed è situata al polo posteriore dell’occhio vicino al nervo ottico. L’area centrale della macula, definita fovea (1,5mm), grazie alla elevata complessità anatomica, ci consente il riconoscimento dei particolari di ciò che osserviamo (l’area di lettura, il viso di una persona con cui si parla).

 

Le malattie della macula sono le maculopatie. Il resto della retina è deputato a vedere ciò che circonda quello che fissiamo, il campo visivo, con minore definizione. Nella retina periferica si localizzano le alterazioni, degenerazioni retiniche e rotture o fori, responsabili del distacco di retina.

 

Il gel vitreale è la struttura gelatinosa che occupa lo spazio dietro il cristallino ossia circa quattro quinti del volume oculare e può essere immaginato come una impalcatura tridimensionale di fibre collagene intervallate da molecole di acido ialuronico e rare cellule: la componente acquosa è di circa il 99%. Aderisce alla retina in modo lasso (fibre tangenziali) per la gran parte della superficie retinica: a livello della base del vitreo le fibre collagene aderiscono perpendicolarmente con maggiore forza.

Nel corso della vita questa gelatina subisce continui processi di idratazione e disidratazione subendo progressive alterazioni che sfociano nel distacco di vitreo dalla superficie retinica. A questo evento consegue la formazione di corpi mobili vitreali (miodesopsie, mosche volanti) e in una piccola percentuale di casi la creazione di rotture retiniche con la possibile insorgenza di un distacco (sollevamento dalla parete) della retina. I sintomi di lampi di luce (fotopsie) e mosche volanti rappresentano un’urgenza oftalmologica.

La terapia del distacco di retina si basa su alcuni principi: detendere la trazione del vitreo e chiudere in modo permanente la rottura della retina separando così nuovamente lo spazio sottoretinico dalla camera vitrea. Molto spesso molteplici possono essere gli approcci terapeutici al fine di ottenere il riaccollamento retinico.

 

Sinteticamente possiamo così riassumere alcuni concetti:

  • qualora la rottura retinica venga identificata grazie a sintomi come i lampi di luce (fotopsie) o la comparsa di mosche volanti o filamenti (miodesopsie) può essere sufficiente una applicazione di laser intorno alla soluzione di continuo per risolvere il problema e prevenire il distacco vero e proprio.
  • Quando la retina è francamente sollevata è necessario riportare la rottura a contatto con la parete e diventa necessaria la chirurgia. A seconda dell’indicazione può essere necessaria una chirurgia ab externo (impianti fissati alla superficie esterna dell’occhio posizionati a livello dell’equatore del bulbo, cerchiaggio, in corrispondenza della rottura, spugne e scudetti) o in caso di di fenomeni di trazione una chirugia ab interno definita vitrectomia
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